Intercettazioni Berlusconi distrutte: viva la democrazia!!
Carissimi amici, lo sconforto sale in maniera esponenziale. Mi spavento pure a leggere i giornali per paura di altri attentati alla democrazia.
Leggendo nel sito della Repubblica.it ho scoperto cose sconcertanti. Posso capire le leggi “ad personam”, ma la distruzione di “intercettazioni irrilevanti” per quanto riguarda il caso Saccà e per presunte conversazioni tra Confalonieri e Silvio non me l”aspettavo.
Leggo sulla Repubblica.it: Saranno distrutte nei prossimi giorni le intercettazioni telefoniche ritenute irrilevanti per il prosieguo dell’inchiesta Berlusconi-Saccà. A dirlo è il procuratore capo di Napoli, Giandomenico Lepore … La procedura sarà completata nei prossimi giorni e si incrocia con l’udienza in programma questa mattina davanti al giudice Luigi Giordano: il magistrato dovrà decidere se chiedere al Parlamento l’autorizzazione ad utilizzare le sei conversazioni sulle quali il pm Vincenzo Piscitelli ha imperniato l’accusa di corruzione contestata al premier in concorso con Agostino Saccà.
E’ vero che noi non possiamo sapere il contenuto delle intercettazioni, e quindi non possiamo dire se sono valide o meno; ma è anche vero che se il pm ha “imperniato l’accusa” su queste intercettazioni, io credo che tanto inutili non siano.
Il pm Piscitelli ipotizza il reato di corruzione alla luce delle telefonate durante le quali il leader di Forza Italia segnala a Saccà cinque attrici che il direttore di Rai Fiction si sarebbe impegnato a inserire nei cast di diverse produzioni televisive: Antonella Troise, Evelina Manna, Elena Russo, Camilla Ferranti ed Eleonora Gaggioli. In cambio, il manager avrebbe ottenuto da Berlusconi la promessa di “sostegno finanziario, imprenditoriale e politico” anche con riferimento al “progetto Pegasus”, iniziativa definita dai magistrati “di carattere privatistico ideata e promossa da Saccà”.
Oltre a distruggere queste intercettazioni, ne sono già state distrutte altre, a quanto pare molto più compromettenti di queste per quanto riguarda il premier e Confalonieri.
Leggendo l’articolo di D’Avanzo si legge: È vero che, in un documento acustico, spiega a Fedele Confalonieri le ragioni postribolari dell’ingresso di qualche ministra nel governo (gli uomini di Di Pietro arrivano a chiederlo in pubblico)? … Nel bailamme, non si ode la domanda più ragionevole e pratica: esiste a Napoli un’intercettazione telefonica tra Berlusconi e Confalonieri? Posta la domanda, si può scoprire che neppure può esistere quella telefonata a Napoli perché, nel rispetto della legge, Berlusconi non è stato mai intercettato direttamente e Confalonieri, nell’affare Saccà, è una comparsa del tutto marginale (e quindi mai sottoposto ad “ascolti” diretti).
Non a Napoli, ma a Milano andrebbero cercate le conversazioni tra il presidente di Mediaset e il mago di Arcore. A Milano, nei faldoni elettronici dell’inchiesta sul fallimento di Hdc, la società di Luigi Crespi, sondaggista e fortunato inventore del “contratto con gli italiani”. In quei file-audio, c’è un colloquio alquanto simile a quello che, soltanto immaginato, ingrassato dalla malafede o dall’ingenuità, ammattisce istericamente i Palazzi di Roma e ingolosisce le redazioni. “Silvio” e “Fedele” si intrattengono sulle virtù di una giovane signora planata dallo spettacolo nella politica. Ma nessuno, fortunatamente, potrà più ascoltare le loro parole. La registrazione è stata mandata al macero, il 13 giugno, per decisione del giudice delle indagini preliminari Marina Zelante: la telefonata era irrilevante per il processo.
Tutto questo è vero o sono solo storie inventate? D’Avanzo ha scritto questo articolo solo per puro odio nei confronti del premier, o è tutto vero?
Il pm Piscitelli ha incentrato l’accusa sulle intercettazioni che stanno per essere distrutte solo per cercare un appiglio, o sono realmente compromettenti?
A Berlusconi l’ardua sentenza!




