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Inceneritori Forlì: testimonianza scioccante

Ecco un servizio scioccante che conferma ancora una volta la pericolosità degli inceneritori:

Il Bavaglio: il libro che racconta le peripezie Berlusconiane by Travaglio

Passeranno dalla cronaca alla storia questi giorni di giugno e luglio 2008. Li chiameranno: i giorni del bavaglio. Quando il Senato votava per interrompere il proesso del premier accusato dal Tribunale di Milano per la corruzione del testimone Mills e per farlo minacciava di fermarne altri centomila. In via d’urgenza. E in nome della sicurezza.
Quando la destra italiana, con nessuno scandalo della sinistra, anzi d’accordo, approvava il nuovo lodo Maccanico-Schifani-Alfano per garantire l’immunità alle più alte cariche dello stato. Quella del premier in particolare. In via d’urgenza. E in nome della sicurezza.
Quando la destra italiana, senza troppo scandalo della sinistra, anzi d’accordo, preparava le nuove leggi per vietare ai magistrati e agli investigatori l’uso delle intercettazioni telefoniche per un’allarmante sequenza di reati. Proibire in perpetuo la loro pubblicazione e quella di ogni altro atto giudiziario, anche per riassunto. Deliberare il carcere per i giornalisti e ingenti multe per gli editori. E in nome della sicurezza sospendere la libertà di stampa.
Ecco allora Il bavaglio, un libro contro le nuove leggi-vergogna e per far conoscere tutte le carte che la CASTA vuole nascondere ai cittadini. Prima che sia troppo tardi.
di Peter Gomez

fonte:VoglioScendere.it

Di Pietro: non un politico, ma un amico, uno di noi!!

Negli ultimi tempi la simpatia nei confronti di Antonio Di Pietro è notevolmente aumentata; sia da parte mia, che di molti elettori del PD e non.

Ieri ho visto il video di apertura del 1° Forum Giovani dell’Italia dei Valori, nel quale Di Pietro, per gli amici Tonino, ha fatto un discorso utilizzando un tono, uno stile amichevole, sconosciuto nel campo politico nazionale.

Secondo me, il successo che sta avendo, non è tanto per il casino che fa, ma è perchè lui ha un’arma in più rispetto agli altri: la sincerità.

E’ di una bellezza disarmante sentirlo parlare, sembra un discorso fatto al bar, tra amici. Un linguaggio informale, un parlare diretto e senza essere aulico, le battute in continuazione. Questo fa di Di Pietro, l’amico, e non il politico.

Ascoltando lui, è come se venisse annullato il distacco tra politico e elettore, che si percepisce con il resto della feccia politica. Non è come Berlusconi che ammalia le persone con le sue cifre false, e con i suoi discorsi da stadio; è sincero, il che gli permette di avere un consenso ampio è duraturo, ultima conferma è stato il risultato alle nazionali.

Infine non mi resta che dire: Tonino vai e non fermarti mai!!!!!

Emilio Fido show contro il NoCav

Godetevi la performance del mitico Emilio Fido in opposizione alla manifestazione del NoCav

Studio Aperto strumentalizza le offese del nocav day per difendere Berlusconi.

Ecco il servizio del TG Studio Aperto che fa perno, com era prevedibile, sulle offese della Guzzanti al Papa e su quelle a Napolitano per sminuire la manifestazione:

La Guzzanti rovina il NOCAV Day: toni molto offensivi.

Sto vedendo adesso quello che è successo alla manifestazione dell’8 luglio.

Devo dire che l’intervento di Sabina Guzzanti è stato catastrofico.

Al di là dei temi che sono, concettualmente accettabili, quello che non ho condiviso assolutamente sono i toni usati.

Le parole che mi hanno dato fastidio, e che hanno sfasciato letteralmente la manifestazione sono state queste:
Tra 20 anni Ratzinger sarà morto e starà dove deve stare: all’inferno, tormentato da dei diavoloni, frocioni, attivissimi e non passivissimi

La Guzzanti dice queste parole in merito al discorso che “non esiste nessun motivo per il quale il Papa debba inaugurare l’anno accademico delle Università italiane”. Discorso, almeno da parte mia, condiviso in tutta la sua totalità; ma a mio avviso, i toni usati hanno fatto passare la Guzzanti dalla ragione al torto, e con essa tutta la manifestazione ha perso credibilità.

Ancora una volta, oltre all’opposizione fantasma, si è rovinata pura la piazza. Momento di orgoglio del popolo, trasformato in momento di sfogo e offesa.

Penso che adesso, oltre a discutere sul modo di fare opposizione, si debba discutere sul modo di manifestare, in modo da non dare punti a Berlusconi e di non perdere credibilità!

Odio ammetterlo, ma Veltroni aveva ragione.

Intercettazioni Berlusconi distrutte: viva la democrazia!!

Carissimi amici, lo sconforto sale in maniera esponenziale. Mi spavento pure a leggere i giornali per paura di altri attentati alla democrazia.

Leggendo nel sito della Repubblica.it ho scoperto cose sconcertanti. Posso capire le leggi “ad personam”, ma la distruzione di “intercettazioni irrilevanti” per quanto riguarda il caso Saccà e per presunte conversazioni tra Confalonieri e Silvio non me l”aspettavo.

Leggo sulla Repubblica.it: Saranno distrutte nei prossimi giorni le intercettazioni telefoniche ritenute irrilevanti per il prosieguo dell’inchiesta Berlusconi-Saccà. A dirlo è il procuratore capo di Napoli, Giandomenico Lepore … La procedura sarà completata nei prossimi giorni e si incrocia con l’udienza in programma questa mattina davanti al giudice Luigi Giordano: il magistrato dovrà decidere se chiedere al Parlamento l’autorizzazione ad utilizzare le sei conversazioni sulle quali il pm Vincenzo Piscitelli ha imperniato l’accusa di corruzione contestata al premier in concorso con Agostino Saccà.

E’ vero che noi non possiamo sapere il contenuto delle intercettazioni, e quindi non possiamo dire se sono valide o meno; ma è anche vero che se il pm ha “imperniato l’accusa” su queste intercettazioni, io credo che tanto inutili non siano.

Il pm Piscitelli ipotizza il reato di corruzione alla luce delle telefonate durante le quali il leader di Forza Italia segnala a Saccà cinque attrici che il direttore di Rai Fiction si sarebbe impegnato a inserire nei cast di diverse produzioni televisive: Antonella Troise, Evelina Manna, Elena Russo, Camilla Ferranti ed Eleonora Gaggioli. In cambio, il manager avrebbe ottenuto da Berlusconi la promessa di “sostegno finanziario, imprenditoriale e politico” anche con riferimento al “progetto Pegasus”, iniziativa definita dai magistrati “di carattere privatistico ideata e promossa da Saccà”.

Oltre a distruggere queste intercettazioni, ne sono già state distrutte altre, a quanto pare molto più compromettenti di queste per quanto riguarda il premier e Confalonieri.
Leggendo l’articolo di D’Avanzo si legge: È vero che, in un documento acustico, spiega a Fedele Confalonieri le ragioni postribolari dell’ingresso di qualche ministra nel governo (gli uomini di Di Pietro arrivano a chiederlo in pubblico)? … Nel bailamme, non si ode la domanda più ragionevole e pratica: esiste a Napoli un’intercettazione telefonica tra Berlusconi e Confalonieri? Posta la domanda, si può scoprire che neppure può esistere quella telefonata a Napoli perché, nel rispetto della legge, Berlusconi non è stato mai intercettato direttamente e Confalonieri, nell’affare Saccà, è una comparsa del tutto marginale (e quindi mai sottoposto ad “ascolti” diretti).
Non a Napoli, ma a Milano andrebbero cercate le conversazioni tra il presidente di Mediaset e il mago di Arcore. A Milano, nei faldoni elettronici dell’inchiesta sul fallimento di Hdc, la società di Luigi Crespi, sondaggista e fortunato inventore del “contratto con gli italiani”. In quei file-audio, c’è un colloquio alquanto simile a quello che, soltanto immaginato, ingrassato dalla malafede o dall’ingenuità, ammattisce istericamente i Palazzi di Roma e ingolosisce le redazioni. “Silvio” e “Fedele” si intrattengono sulle virtù di una giovane signora planata dallo spettacolo nella politica. Ma nessuno, fortunatamente, potrà più ascoltare le loro parole. La registrazione è stata mandata al macero, il 13 giugno, per decisione del giudice delle indagini preliminari Marina Zelante: la telefonata era irrilevante per il processo.

Tutto questo è vero o sono solo storie inventate? D’Avanzo ha scritto questo articolo solo per puro odio nei confronti del premier, o è tutto vero?
Il pm Piscitelli ha incentrato l’accusa sulle intercettazioni che stanno per essere distrutte solo per cercare un appiglio, o sono realmente compromettenti?

A Berlusconi l’ardua sentenza!

Emilio Fede: il leccaculo complisce ancora. Scandaloso!!!!

Non aggiungo nulla a quello che state per vedere, meglio non commentare per sfociare in insulti di vario genere.
Una sola cosa voglio dire: Emilio, sei la vergona della Sicilia e dell’Italia intera, ritirati

Di Pietro: Occupiamoci dei cittadini

Di Pietro attacca Berlusconi: Ancora una volta lei fa l’incallito furbacchione.

Ecco l’intervento di Di Pietro alla Camera in merito al Decreto sicurezza. Di seguito il testo dell’intervento

Antonio Di Pietro: Signor Presidente del Consiglio che non c’è (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).

Gianfranco Fini: Onorevoli colleghi, per favore! Prego, onorevole Di Pietro.

Antonio Di Pietro: Signor Presidente del Consiglio che non c’è (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).

Gianfranco Fini: Onorevoli colleghi, vi prego di non disturbare l’oratore! Prego, prosegua pure onorevole Di Pietro.

Antonio Di Pietro: Signor Presidente del Consiglio che non c’è (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).

Gianfranco Fini: La prego di proseguire, onorevole Di Pietro.

Antonio Di Pietro: Ancora una volta lei fa l’incallito furbacchione. Lei utilizza lo strumento del decreto-legge per farsi ancora una volta i cavoli suoi.

Matteo Brigandì: Presidente, il turpiloquio no!

Antonio Di Pietro: Oddio, è vero che l’articolo 77 della Costituzione ammette che in casi straordinari di necessità e urgenza il Governo può adottare, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, ma certamente i nostri padri costituenti non pensavano mai che tra i casi straordinari di necessità e urgenza vi dovesse essere anche quello di un Presidente del Consiglio in carica che, per paura di una condanna penale per corruzione in atti giudiziari, si emanasse, da sé medesimo, con il suo consiglio di amministrazione una legge per sospendere il suo processo.
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